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Osservatorio crisi 2011

osserva-la-crisiNel corso del 2011 le procedure fallimentari sono arrivate ai massimi dal 2006. Nel 2011 ci sono stati più di 12.000 fallimenti, un aumento di oltre il 7% rispetto alle oltre 11.000 procedure del 2010 (a sua volta già in aumento del 20% circa rispetto al 2009).

L'industria è il macro-settore maggiormente colpito dai falliimenti, anche se in leggero miglioramento.

osserva-la-crisiNel corso del 2011 le procedure fallimentari sono arrivate ai massimi dal 2006. Nel 2011 ci sono stati più di 12.000 fallimenti, un aumento di oltre il 7% rispetto alle oltre 11.000 procedure del 2010 (a sua volta già in aumento del 20% circa rispetto al 2009).

L'industria è il macro-settore maggiormente colpito dai falliimenti, anche se in leggero miglioramento.

Un miglioramento lo si rileva nella meccanica, nella chimica, nel sistema moda, nella siderurgia. Un peggioramento invece lo si rileva nel sistema casa, nella filiera auto, mentre, la maglia nera spetta all'industria dei beni intermedi.

A differenza dell'industria il macro-settore delle costruzioni ha visto proseguire il numero dei fallimenti (+7,8% rispetto al 2010). Stessa cosa è toccata al macro-settore del terziario (+10%). Nell’ambito dei servizi, soffrono soprattutto le imprese che operano nel campo della logistica e dei trasporti, nell’informazione e intrattenimento, nella distribuzione.

Dal punto di vista territoriale, la crescita dei fallimenti osservata nel 2011 a livello nazionale non ha interessato il Nord Est, area in cui il numero delle procedure si è attestato sui livelli del 2010.

Il Nord Est ha beneficiato del calo dei fallimenti nel Trentino Alto Adige, nel Veneto e in Friuli.

Il Nord Ovest si conferma nel 2011 l’area con la maggiore frequenza di fallimenti.

L’aumento dei fallimenti (+8,4% tra 2011 e 2010) ha riguardato tutte le regioni dell’area: +3,9% in Piemonte, +8,4% in Liguria, +9,8% in Lombardia e +11,1% in Valle d’Aosta.

Nel Centro Italia, i fallimenti aumentano più della media nazionale (+9,5% rispetto al 2010, contro il +7,4% in Italia), soprattutto per il forte incremento osservato nel Lazio (+23,4%) e, in misura minore, in Umbria (+8,6%).

Nel Mezzogiorno i fallimenti hanno continuato ad aumentare con tassi a due cifre anche nel 2011 (+11,2%), trascinati dai forti incrementi registrati in Molise (+39,5%), Campania (+29,6%), Puglia (+9,7%) e Calabria (+9,7%).

La provincia di Milano è quella con una maggiore incidenza di default nel 2011.

Seguono Prato, Lodi, Novara e Lucca.

I concordati preventivi

Diversamente dai fallimenti, i concordati preventivi pur facendo registrare nel 2011 una flessione rispetto al massimo toccato nel 2010, rimangono comunque a livelli ben superiori rispetto a quelli pre-crisi.

In base agli archivi di Cerved Group, tra ottobre e dicembre del 2011 sono state presentate 243 domande, un calo del 15,6% rispetto allo stesso periodo del 2010. Con questi dati, il numero di concordati preventivi si attesta nel 2011 a 965 unità: si tratta di una diminuzione rispetto all’anno precedente pari al 6%, ma di un valore ancora del 70% superiore rispetto a quello osservato nel 2008.

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