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Fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione


A partire da giugno 2014  scatta l'obbligo di invio delle fatture in formato elettronico da parte dei soggetti fornitori di beni e servizi alla Pubblica Amministrazione.
Molte aziende sono impreparate a questa normativa e non possiedono gli strumenti per mettersi in regola.

A partire da giugno 2014  scatta l'obbligo di invio delle fatture in formato elettronico da parte dei soggetti fornitori di beni e servizi alla Pubblica Amministrazione.

Molte aziende sono impreparate a questa normativa e non possiedono gli strumenti per mettersi in regola. 

Il software gestionale Quanto, consente di generare i documenti elettronici richiesti, togliendo dal creditore ulteriore "burocrazia statale" atta secondo noi solo ad aumentare i tempi di pagamento biblici della P.A.  

 Qualche informazione e nozione a riguardo dalla ITALSOFT, azienda sviluppatrice di QUANTO.  

 Fattura elettronica (verso la PA)
La Fattura Elettronica verso la PA è un file XML (eXtensible Markup Language) elaborato secondo il formato e il tracciato definito dal Sistema di Interscambio. L’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto devono essere garantite tramite l’applicazione della firma elettronica qualificata di chi emette la fattura. Il file XML può contenere una fattura singola (un solo corpo fattura) oppure un lotto di fatture (più corpi fattura con la stessa intestazione).

Fattura elettronica in Quanto
Dalla versione 14.4.0, Quanto mette a disposizione gli strumenti per la generazione della fattura elettronica secondo le specifiche sopra definite. Tramite il programma 'Stampa Documenti di Vendita' è possibile creare il file XML contenente la fattura elettronica. Il programma genera un file per ogni documento (non è prevista la possibilità di ottenere un unico file contenente un lotto di fatture). Al momento della generazione l'utente sceglierà la cartella in cui salvare il file (il programma potrà salvare anche in modalità “silente” senza alcuna richiesta all'utente). La fattura elettronica creata dovrà poi essere firmata come descritto in seguito.

Verifica e visualizzazione della fattura elettronica
Nel sito http://www.fatturapa.gov.it sono disponibili strumenti per il controllo e visualizzazione della fattura elettronica ( http://www.fatturapa.gov.it/export/fatturazione/it/strumenti.htm ).

Firma elettronica
La firma di un file, nel nostro caso la fattura elettronica, è necessaria in quanto garantisce:
• l’integrità delle informazioni contenute nella fattura;
• l’autenticità dell’emittente.
Infatti un documento (file) firmato non può più essere modificato senza contravvenire ai principi della crittografia asimmetrica: non essendoci più corrispondenza tra contenuto del documento e firme associate, il documento sarà da considerarsi non valido. Per dotarsi di un certificato di firma qualificata è necessario rivolgersi a uno dei certificatori presenti nell’ elenco dei certificatori autorizzati pubblicato sul sito dell'Agenzia per l'Italia Digitale tenendo presenti i seguenti vincoli tecnici: • il Sistema di Interscambio ammette i seguenti formati di firma:
• CAdES-BES (CMS Advanced Electronic Signatures) con struttura aderente alla specifica pubblica ETSI TS 101 733 V1.7.4, così come previsto dalla normativa in materia a partire dal 1 settembre 2010,
• XAdES-BES (XML Advanced Electronic Signatures), con struttura aderente alla specifica pubblica ETSI TS 101 903 versione 1.4.1, così come previsto dalla normativa in materia a partire dal 1 settembre 2010. L’unica modalità accettata per questo tipo di firma è quella “enveloped”. Inoltre la firma XAdES deve presentare gli element Reference con URI=“” oppure con URI=“#iddoc” dove iddoc indica l’identificativo del documento da firmare: non è possibile quindi omettere l’attributo URI all’interno degli elementi Reference. In base al formato di firma adottato, l’estensione del file assume il valore “.xml.p7m” (per la firma CAdES-BES) oppure “.xml” (per la firma XAdES-BES).
• il software utilizzato per apporre la firma deve essere in grado di valorizzare il parametro “signing time”, che riporta la data e l’ora, e che assume il significato di riferimento temporale, in pratica la data e l'ora certificata del momento dell'apposizione della firma. 

Come procurarsi la firma elettronica
L'attivazione della firma elettronica, viene effettuata da certificatori accreditati, fornendo servizi di certificazione ed emettendo certificati qualificati (per la firma digitale) e certificati di autenticazione (per le carte nazionali dei servizi) per conto delle pubbliche amministrazioni. Il certificatore, dopo la verifica dell'identità del richiedente, emette la firma digitale sotto forma di smartcard o di chiavetta USB, o in alcuni casi tramite l'utilizzo della Firma Digitale Remota (in questo caso è necessario l'uso di un applicativo su pc, smartphone o tablet, per la generazione dei codici di sicurezza variabili One Time Password). In rete si trovano diverse aziende che offrono servizi mirati alla firma elettronica
(http://www.agid.gov.it/identita-digitali/firme-elettroniche/certificatori-attivi):
• InfoCert ( https://www.firma.infocert.it/ ),
• Actalis ( http://portal.actalis.it/ ),
• Firma digitale certificata ( http://www.firmadigitalecertificata.it ,
• Poste italiane ( http://www.poste.it/ ),
Quella probabilmente più conosciuta è InfoCert che oltre al servizio di rilascio e rinnovo della firma elettronica, permette di scaricare DiKe, software che permette l'applicazione della firma elettronica.

Software per l'applicazione della firma elettronica
Al fine di firmare le fatture, bisogna procurarsi degli applicativi adatti allo scopo. Tra quelli più conosciuti:
• DiKe (https://www.firma.infocert.it/)
• FirmaCerta (http://www.firmadigitalecertificata.it)

I software devono poter:
• firmare uno o più documenti
• verificare la firma di un documento
• essere costantemente aggiornati secondo le delibere CNIPA.
• essere compatibili con lettori di smartcard in commercio.

Invio fattura elettronica alla PA: SdI
La trasmissione di una fattura elettronica in formato XML alla PA, avviene attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), gestito dall’Agenzia delle Entrate tramite SOGEI in qualità di soggetto
deputato alla sua realizzazione. Il sistema riceve i files, trasmessi dai soggetti emittenti la fattura e conformi ai requisiti imposti, li controlla e li invia alle amministrazioni destinatarie.
Lo SdI accetta due tipi di file:
• file fattura in formato XML sul modello scaricabile dal sito www.fatturapa.gov.it, firmato digitalmente e conforme alle specifiche delle fatture elettroniche per la PA;
• file compresso esclusivamente in formato zip contenente uno o più file fattura preventivamente firmati.
Il sistema restituisce un tipo di file:
• file messaggio in formato XML conforme allo schema descritto dal file MessaggiTypes.xsd scaricabile dal sito www.fatturapa.gov.it; esso è la risposta dello SdI alla trasmissione dei dati e può essere una ricevuta di consegna, una notifica di scarto, mancata consegna, esito, file non recapitabile e così via. Per l’accesso allo SdI per la trasmissione delle fatture servono le credenziali Entratel / Fisconline o una Carta Nazionale dei Servizi. Per usare lo SdI è necessario che il fornitore sia dotato di casella PEC, aderisca e sottoscriva l’accordo di servizio e definisca un accordo per disciplinare la trasmissione della fattura e i relativi messaggi di notifica attraverso protocolli di “file transfer” all’interno di circuiti chiusi che identificano in modo certo i partecipanti e assicurano la sicurezza del canale. Da notare che lo SdI non ha alcun ruolo amministrativo e non assolve compiti relativi all’archiviazione e conservazione delle fatture. 

Modalità di invio delle fatture
L'utente, una volta ottenute le fatture, averle opportunamente firmate ed eventualmente raggruppate in un file “zip”, dovrà inviarle alla PA usando uno dei seguenti metodi:
• Via PEC. La fattura elettronica può essere inviata tramite Posta Elettronica Certificata. Il file da trasmettere, di dimensione non superiore a 30 MegaByte, costituisce l’allegato del messaggio di posta. La prima volta che il soggetto intende inviare la fattura per PEC deve inviare il messaggio e i relativi allegati all’indirizzo di posta certificata dello SdI pubblicato sul sito www.fatturapa.gov.it. In questo modo lo SdI comunica al mittente l’indirizzo PEC da usare per le successive trasmissioni, fornendo un indirizzo dedicato per ogni soggetto;
• Via Web. L’invio delle fatture online avviene tramite la funzione di trasmissione telematica disponibile nella sezione “Inviare la FatturaPA” del sito www.fatturapa.gov.it: è possibile trasmettere la singola fattura o l’archivio di fatture la cui dimensione non può superare i 5 MegaByte. A invio effettuato verrà rilasciata ricevuta di consegna o eventuale notifica di scarto;
• Altri metodi. La trasmissione della fattura può essere effettuata anche secondo altre modalità: cooperazione applicativa su rete Internet, porte di dominio in ambito SPCoop, sistema di trasmissione dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP. Per i dettagli si rimanda al sito www.fatturapa.gov.it. Tutti i canali prevedono l’invio di notifiche sull’esito della trasmissione. Nota: il nostro consiglio è di utilizzare l'invio via PEC per evidenti ragioni di semplicità, costi e affidabilità.

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