Skip to main content
slide interna5

Posta elettronica: l'importanza di una casella in un dominio di proprietà

Scritto il

È ampia la scelta per quanto riguarda i provider che offrono gratuitamente il servizio di posta elettronica, alcuni dei tanti sono Hotmail, Gmail, Virgilio, Yahoo e chi più ne ha più ne metta… Posta elettronica: l’importanza di una casella appoggiata a un dominio proprio

 

È ampia la scelta per quanto riguarda i provider che offrono gratuitamente il servizio di posta elettronica, alcuni dei tanti sono Hotmail, Gmail, Virgilio, Yahoo e chi più ne ha più ne metta… Spesso offrono utilità oltre alla posta, come la messaggistica istantanea o i filtri anti-spam. Ma la domanda è: come fanno a offrire tutto ciò gratuitamente? Come mantengono i server?

Le possibilità sono 2:
• Vengono pagati da aziende che inseriscono pubblicità nell’interfaccia web della vostra casella o direttamente come mail nella vostra posta
Vendono informazioni a fini di marketing alle aziende che pagano per ottenere la profilazione del customer in modo da fare pubblicità mirata sui vostri interessi

Questa è la pecca di tutti i servizi gratuiti sul web (ad esempio facebook) proprio perché nel mondo di oggi nulla è gratis. Per questo nasce un dubbio amletico, usare un servizio gratuito accettando di fornire informazioni commerciali o pagare direttamente un provider a pagamento che offra tutti i servizi senza lucrare sui miei interessi?
Affidarsi a un servizio non gratuito sembra essere la risposta migliore, anche perché, una volta superata la paura delle parole “a pagamento”, scopriremo che costa meno del costo di un caffè al MESE (come possiamo vedere qui) e quindi non bisogna essere un petroliere per avere un proprio dominio.
Oltre a questo ci sono altri motivi per cui avere una casella personale o comunque pagare un servizio di posta, ad esempio, molti provider gratuiti non offrono la crittografia SSL o comunque non la impostano come predefinita, quindi i nostri dati viaggiano in chiaro rimanendo vulnerabili allo sniffing o “annusamento” della rete da parte degli hacker che controllano tutti i pacchetti in transito dal loro computer.
Che dire poi dell’affidabilità; cosa succede se il nostro provider gratuito non riesce a coprire le spese ed è costretto a chiudere? La risposta è contenuta nel famoso contratto di licenza e condizioni d’uso che nessuno legge mai; se è previsto il download di tutte le mail prima della chiusura dei server avremo comunque tutta la nostra posta intatta ma se così non è perderemo tutto, comprese le varie iscrizioni a siti, newsletter o altri servizi. Non dico che un provider a pagamento non possa fallire (anche se meno probabile visto che viene pagato) ma, nel caso in cui abbiate un vostro dominio, basterà migrarlo su un altro provider, in quanto di vostra proprietà, salvando così tutto lo storico e le iscrizioni.

A voi se accettare i rischi e affidarsi a un servizio gratuito o pagare un dominio personale con tutti i comfort.

Samuele Granata - Redazione DiGi News